Visualizzazione post con etichetta andryad. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta andryad. Mostra tutti i post

mercoledì 30 aprile 2014

RESISTENZA!

Hanno esagerato. Una volta di troppo.
Sono sempre stato calmo e buono. A volte persino codardo.
Ma ora mi hanno proprio fatto arrabbiare. E dicono che non c’è peggior arrabbiato di un calmo arrabbiato.
Ieri sarei dovuto andare a lavoro. Calma piatta, nessuna vettura sospetta nei pressi di casa nostra.
Chiamo un collega per farmi passare a prendere, così avrei lasciato l’auto a mia moglie, in caso di necessità.
«Mi hanno cambiato il turno bello. Non ci sono oggi. Mi spiace.»
«Grazie lo stesso» dico. “Merda. Non ci voleva” penso.
Abbraccio mia moglie.
«‘More, per ogni cosa chiama. Tengo il cel in tasca.»
Uno strano senso di inquietudine mi pervade.
“Fissazioni”
Controllo fuori. Tutto nella norma. Salgo in auto. Non parte. “Merda”.
Riprovo. Riprovo ancora. Scendo, controllo il motore. Per quel poco che ne capisco è tutto a posto.
Inizio a innervosirmi. Sudo. Mi guardo attorno.
“Sto perdendo il controllo”.
Finalmente si mette in moto. Parto.
Si è fatto tardi. Chiamo in struttura.
«Ho avuto problemi con l’auto. Faccio un po' tardi.»
«Guarda che ti han cambiato turno. Non ti hanno avvisato? Devi venire stasera.»
“Incazzato per niente”.
Volto l’auto e torno indietro. Per fortuna avevo fatto pochi chilometri, in meno di dieci minuti sono di nuovo a casa.
Ed eccoli lì, spudorati davanti a casa mia. La loro bella auto scura, lucida appena uscita dall’autolavaggio. E i loro completi scuri, occhiali da sole, manco fossero i MIB.
Parcheggio  in una traversa laterale, così non vedono la mia auto, tanto sono certo conoscano modello e targa. Scendo e mi avvicino il più cauto possibile. Non mi vedono arrivare.
«Cerca XXX o prova con YYY è il cognome della moglie» dice il primo con un foglio in mano al secondo che sta controllando i nomi sul citofono.
“Bastardi”
«Intendi aspettarlo con la donna finchè non torna da lavoro?»
Sento il sangue ribollirmi dentro con tanta forza che mi scoppiano le tempie. Quasi si mozza il fiato.
“Devo fermarli”.
Il secondo si volta. Un movimento naturale, non credo mi abbia visto ma d’istinto mi acquatto dietro la siepe.
La siepe.
L’istinto è più veloce del pensiero. Come viticci mannari i rami dell’arbusto di recinzione si avvinghiano attorno ai due sconosciuti.
Si dimenano, tentano di urlare ma le foglie li imbavagliano.
Guardo il grande ulivo al centro del cortile.
“Stordiscili!”.
E due nodosi rami si abbattono sulle loro teste.
Si afflosciano al suolo.
Grazie al cielo non un’anima intorno. Non so se occhi indiscreti scrutano da dietro le finestre. Non ho tempo per pensarci.
Corro all’auto. Il cuore mi batte in gola. Non so cosa sto facendo ma cinque minuti dopo ho i due sacchi di foglie in auto e sto correndo come un pazzo.
Mentre imbocco un sentiero sterrato i dubbi mi assalgono.
“E se invece che due di “loro” sono solo due pirla che volevano vendermi un paio di aspirapolveri?”
“E se fossero stati davvero quelli del recupero crediti?”
“Non può essere una coincidenza. DEVONO essere loro!”
Li abbandono nel primo fosso fuori mano che incontro e torno a casa.
Non sono mai stato coraggioso. Men che meno un violento.
Ma come ho sentito la mia famiglia in pericolo non ho ragionato più.
Sanno chi siamo e magari leggono pure questo blog.
Allora vi dico questo.
Amici.
Venite qua se cercate rifugio. Vi do il mio indirizzo.
Nemici.
Se mi leggete, venite pure voi. Vi lascio il mio indirizzo se volete. Ho una foresta in casa e un bosco davanti.
Venite a prendermi se ne avete il coraggio!

lunedì 28 aprile 2014

Io non ci sto!

Leggere questo blog è diventato avvilente e preoccupante. Tutti che scappano e si rintanano da qualche parte. Da quando Max ci ha abbandonato è scoppiato il delirio.
Non pensate che questo possa essere il gioco di chi ci dà la caccia?
Dividerci per renderci deboli e vulnerabili!
Avanti. Capisco che non abbiamo ancora piena consapevolezza dei nostri poteri e che son più i problemi che ci hanno creato dei vantaggi. Ma possibile che la fuga sia l’unica reazione possibile? Dividerci e sparire?
Persino Sybil che ha creato questo blog non si fa più sentire. Rapita? Nascosta?
O eri uno degli ingranaggi dei nostri fantomatici inseguitori?
Questo blog non è più sicuro? Lo è mai stato?
Ogni volta che mi connetto e vi leggo i dubbi mi assalgono.
E pensare che tutto filava a meraviglia. Nessuno dei miei “pazzi criminali” ha più tentato la fuga.
Si è diffusa la voce che il bosco sia stregato. Alberi che si muovono e picchiano chi fugge.
Mai stato più facile il lavoro.
Per precauzione ho convinto pure la direttrice ad aumentare il “verde ornamentale” in struttura. In ogni angolo c’è almeno un vasetto di fiori.
Mi ero illuso che tutte le storie di inseguimenti e rapimenti fossero frutto della vostra immaginazione.
Fino a due settimane fa.
Amaramente mi son dovuto ricredere.

«Ma che hai combinato?»
Ero a pranzo dai miei. Mia madre mi prende in disparte a fine pasto.
La guardo incerto.
«Son venuti dei signori, tutti eleganti. Ti cercavano. Han detto che non ti han trovato dove abitavi e che dovevano parlare con te.»
«E tu cosa hai risposto?» Sudo freddo. In un attimo mi si sono accavallati davanti agli occhi tutti i vostri messaggi.
«Non mi han detto per cosa ti cercavano. Ho pensato fosse per i debiti col vecchio locale. Allora gli ho detto che ti sei appena trasferito per lavoro dalle parti di Napoli… e che ancora non mi hai fatto sapere dove sei e come stai. Ho fatto bene, no?»
«Sì sono loro.» Rispondo incerto. «Hai fatto benissimo. Ti hanno creduto?»
«Non hanno insistito e son andati via. Ma l’Anto mi ha detto che han fatto domande un po' a tutti nel paese per sapere dove vivi adesso. Ma non avevi risolto tutto con l’avvocato?»
« Cosi mi aveva detto. Hai fatto bene così. Adesso lo chiamo e vediamo cosa vogliono. Ma non ti preoccupare!»
L’abbraccio. Abbraccio tutti. E parto velocemente alla volta di casa, controllando prima di partire se ci sono auto o tizi strani nei dintorni. Per fortuna il mio paesino è piccolo. Poche macchine tutte rigorosamente nei garage. È facile vedere se c’è qualcuno di nuovo in giro.
Via libera e parto.
Me ne sono andato con circospezione, guardando mille volte nello specchietto retrovisore se fossi seguito.

Sanno chi siamo? Decisamente.
Cosa vogliono da noi non lo so. Ma non mi piacciono questi sistemi né sentirmi seguito e braccato.
Ho rimuginato per una settimana sulla cosa fino a domenica scorsa. Ho accompagnato mia moglie e mio figlio in piazza tre martiri a Rimini. I volontari della Croce Rossa distribuivano bonsai per la ricerca sull’Aids.
Illuminazione.
Alberi in miniatura. Chissà quali portenti posso ricavarne.
Beneficienza senza dare troppo nell’occhio; per la gioia dei volontari ne compro una decina. Uno per ogni stanza della casa, uno per il cruscotto dell’auto. Uno per il mio spogliatoio a lavoro.

E ho iniziato ad allenarmi.

mercoledì 2 aprile 2014

MIssione compiuta. Avanti la prossima!

Dopo quanto mi è accaduto con i vicini di casa avevo quasi deciso di sparire da questo blog.
Ho poi optato per un più salutare trasloco. Anche se star lontano dal verde non mi fa guarire dai miei poteri. Questo è l’ennesimo handicap della mia situazione. Stare tra il cemento mi fa ingrigire, sia d’umore che nel colore della pelle. Ho comunque lasciato il mio paesino natale per scendere in città.  Se solo Max avesse fatto altrettanto! Anzi lo consiglio a tutti. Trasferitevi dove nessuno vi conosce.
O forse dovremmo incontrarci, non solo virtualmente ma fisicamente. Vederci dal vivo oltre a tirarci su di morale ci permetterebbe di organizzarci meglio. Fino alla sparizione di Max il suo “sodalizio” con Portatore era positivo. Cosi pure quello tra DEM e Lazzaro. O almeno spero. Cosa aspettate a farci sapere come ve la siete cavata?
Per ora ho trovato un gradevole condominio che affaccia su un parco. Quartiere tranquillo, tanti anziani, pochi ragazzi. In un colpo solo mi son liberato di occhi indiscreti e sostanze stupefacenti.
E ho pure trovato lavoro, mi ero dimenticato di dirlo anche se ne parlavo nell’ultimo intervento. Lavoro in una casa protetta. L’ospite tipo proviene da OPG. La maggior parte sono pazzi omicida. Un giorno tentano di accoltellarti, il giorno dopo provano la fuga scavalcando le mura. Niente di meglio per sfruttare i miei poteri indisturbato.
Strano. Io che ero tra i più pessimisti del gruppo finalmente me la passo bene. E proprio nel momento in cui molti stanno avendo difficoltà.
Per certo quanto mi è accaduto ieri mi ha dato una spinta positiva.
Gianni, un nuovo ospite, arrivato imbottito di sonniferi dall’OPG. Un omone di due metri per due. Si sveglia particolarmente agitato. E intendo dire che lancia sedie e tavoli. Già tre miei colleghi erano stati accompagnati in infermeria con qualcosa di rotto.
Mentre io e Salvo schiviamo l’ennesima poltrona la porta blindata del reparto viene aperta da Marzio, l’infermiere incaricato di somministrare una dose da cavallo di tranquillante al nostro amico.
Un istante di distrazione. Fatale.
Vengo scaraventato contro la parete. L’aria mi schizza fuori dai polmoni.
Qualcosa si è rotto, ne sono certo. Ma non ho tempo per pensarci. Gianni è fuori dal Reparto Protetto. O ammazza qualcuno o fugge… o entrambe le cose.
Mi alzo ma la gamba destra non mi segue. Inspiro e una fitta mi toglie il fiato. Sputo sangue. I miei compagni sono a terra. Inerti.
Mi trascino fuori dalla stanza. Grazie al cielo la direttrice ama le piante ornamentali e ne ha disseminate dozzine.
Un bel ficus rigoglioso è proprio oltre la soglia.
“Un ultimo sforzo” penso e a fatica raggiungo il tronco. Ed è subito estasi. Sento le ossa ricompattarsi, i polmoni svuotarsi di sangue. Mi alzo. La chioma è molto meno folta.
“Ero messo peggio di quanto pensassi”.
Trascino fuori i colleghi e chiudo la porta. Meglio evitare che altri pazienti lascino il reparto. Alcuni di loro mi guardano sgranando gli occhi.
Hanno visto? Poco importa è la loro parola contro la mia, non corro rischi.
Mi getto all’inseguimento del fuggitivo. È facile seguirne le tracce: una porta scardinata, una finestra in frantumi.
Esco e incontro Daniele.
«Ha scavalcato il cancello, si è buttato nel bosco.»
“Perfetto”
«Dani, prendi la macchina e fai il giro per vedere se sbuca dall’altro lato, io provo a seguirlo.»
Mi guarda perplesso ma esegue.
La boscaglia non è troppo fitta e la fanghiglia dell’ultima pioggia rallenta la fuga del bestione. Lo vedo che arranca zoppicando a meno di cento metri da me. Si appoggia per riprendere fiato ad una grossa quercia.
“Concentrati. Come hai fatto quella sera?”
«Quercia fermalo!» grido.
Immagino di vedersi sollevare una radice a bloccargli la gamba e un ramo calare con vigore sulla sua testa per tramortirlo.
E così accade.
Nessuno collega ha visto nulla. L’energumeno è stato recuperato.
Missione compiuta. Avanti la prossima!

giovedì 6 marzo 2014

Scuse e spiegazioni

Chiedo scusa a tutti per il post di ieri sera.
Stavo per cancellarlo o chiedere alla nostra admin di farlo. Ma credo debba rimanere li dove sta. Non perché voglio offendervi ma come monito:
Siamo vulnerabili.
Per quanto grandi possano essere i nostri poteri ancora non li conosciamo.
Giusto ieri sera ho scoperto il mio ennesimo limite. Rincaso da lavoro come sempre verso le nove. Ceno, bacio della buona notte al bimbo e sul divano davanti alla tv. Giusto per rimanere in tema di stramberie mi guardo Warehouse 13.
Poi un improvviso senso di euforia. Testa leggera, voglia di ridere incontrollata. Freni inibitori sciolti e una gran confusione nel cervello. Non ho mai fumato “roba” e ricordo molto vagamente la mia prima e ultima sbornia. Ma ero “fatto”. E di brutto pure.
Luci, ombre, colori. Fatico ancora a fare la cernita tra quanto realmente accaduto e quanto ho “sognato”.
Ho urlato dal balcone proposte oscene alla barista di fronte? Probabile.
Ho mandato sms spinti a qualche collega? Certo, ahimè.
Ho scritto sul “nostro” blog… palese.
Ho perso il controllo.
E ora devo rifare un portone e la facciata della casa che dà sul giardino.
Ma facciamo ordine tra il caos e il mal di testa che ancora mi spacca il cervello.
«Ma che cazzo combini?» nella nebbia dell’ebbrezza mia moglie mi strattona. Ha letto qualcosa che ho scritto? Impreca.
«Sei stato dai fattoni del piano di sopra? Si sente il “profumo di rosmarino” fin quaggiù!»
Annuso.
I coinquilini del piano di sopra si stanno divertendo un poco… e io ne subisco le conseguenze.
«Ti mollo brutto porco.» Rincara la dose. Mi schiaffeggia. La spintono.
Corro verso la porta che dà sul giardino. Qualche barlume di ragione mi vuole portare “in salvo”. O vuol tenere “al sicuro” la mia famiglia da me.
La porta non si apre. Non trovo la chiave, o non trovo la maniglia.
«Mi serve una fottuta mano!»
E penso al ciliegio in giardino. Gli ordino di aprirmi la porta.
Buio.
Mi risveglio tra brandelli di legno, schegge di vetro, lamiere contorte e intonaco polverizzato.
Capite? Questa specie di simbiosi vegetale mi sta distruggendo.
Già da un paio di settimane non posso indossare nulla che non sia 100% naturale se non voglio rush cutanei o imbottirmi di antistaminici. E ora questo.
Non credo che i ragazzi dell’attico abbiano fatto un festino da sfascio. Qualche cannetta e qualche birretta tra amici al massimo. E io ero fuori come un balcone. Ma questo è il meno.
Ho un figlio, Dio santo!
Se mi prendeva una “sbornia cattiva”? Cosa avrei potuto fargli?
Per fortuna ha il sonno pesante. Non si è accorto di nulla.
E mia moglie? Ha vegliato, chiusa a chiave nella stanza del bimbo con un coltellaccio tra le mani. Grazie al cielo mi ama davvero tanto e non ha chiamato la polizia. Quella santa donna per ora si limita a guardarmi torvo ma si vede che ha paura.
Chi non ne avrebbe?
Le ho mostrato i miei poteri. Come potrei tenerglieli nascosti? Ma le cose non cambiano.
Sono pericoloso.
Devo trasferirmi. Il paese è piccolo, la gente mormora. Per fortuna la zona distrutta non dà sul lato di “Arrigo Sacchi” e la musica dei “fattoni” era alta abbastanza… o almeno spero.
Magari vado a stare in città. Quartiere tranquillo, lontano dal verde.
Magari guarisco.

mercoledì 5 marzo 2014

Spakkiamo!

YOoO strAMBOIDIII!!
È un pezzo ke non passo di qua ma vedo ke di gente fuori ne arriva sempre più!
Ragazzi ho idea di farci un botto di soldi con 'sti poteri.
Mettiamo su un bel baraccone. Io mi faccio tirar roba addosso. Frecce, coltelli e mi faccio sparare, tanto rigenero!
WAaa!!!
Il piccoletto gli facciam fare la marionetta magica Ke si muove senza fili.
E poi alta magia!!!
Evochiamo leoni di fuoco, la vecchina fa i cucchiai in bicchieri. I telepati fanno numeri leggendo nella mente meglio del mentalista.
Gran finale!
Ammazziamo qualcuno e Lazzaro lo ressA.
DAiiii facciamo un pacco di soldiii!!!
E se non pagano mandiamo il convincitore e sborsano. O coi poteri devasto ke ne abbiamo a muzzo.
Però prima sopprimiamo Lucifero ke se ci blocca i poteri finisce in merdA TUTTO.
Dai stramboidiii chi ci sta???
Spacchiamooo!
YOoO strAMBOIDIII!!
È un pezzo ke non passo di qua ma vedo ke di gente fuori ne arriva sempre più!
Ragazzi ho idea di farci un botto di soldi con 'sti poteri.
Mettiamo su un bel baraccone. Io mi faccio tirar roba addosso. Frecce, coltelli e mi faccio sparare, tanto rigenero!
WAaa!!!
Il piccoletto gli facciam fare la marionetta magica Ke si muove senza fili.
E poi alta magia!!!
Evochiamo leoni di fuoco, la vecchina fa i cucchiai in bicchieri. I telepati fanno numeri leggendo nella mente meglio del mentalista.
Gran finale!
Ammazziamo qualcuno e Lazzaro lo ressA.
DAiiii facciamo un pacco di soldiii!!!
E se non pagano mandiamo il convincitore e sborsano. O coi poteri devasto ke ne abbiamo a muzzo.
Però prima sopprimiamo Lucifero ke se ci blocca i poteri finisce in merdA TUTTO.
Dai stramboidiii chi ci sta???
Spacchiamooo!
- See more at: http://www.limanaumanita.com/shop/forum/strani-segni/terzo-post-definitivipronti-per-la-pubblicazione/#p10333
YOoO strAMBOIDIII!!
È un pezzo ke non passo di qua ma vedo ke di gente fuori ne arriva sempre più!
Ragazzi ho idea di farci un botto di soldi con 'sti poteri.
Mettiamo su un bel baraccone. Io mi faccio tirar roba addosso. Frecce, coltelli e mi faccio sparare, tanto rigenero!
WAaa!!!
Il piccoletto gli facciam fare la marionetta magica Ke si muove senza fili.
E poi alta magia!!!
Evochiamo leoni di fuoco, la vecchina fa i cucchiai in bicchieri. I telepati fanno numeri leggendo nella mente meglio del mentalista.
Gran finale!
Ammazziamo qualcuno e Lazzaro lo ressA.
DAiiii facciamo un pacco di soldiii!!!
E se non pagano mandiamo il convincitore e sborsano. O coi poteri devasto ke ne abbiamo a muzzo.
Però prima sopprimiamo Lucifero ke se ci blocca i poteri finisce in merdA TUTTO.
Dai stramboidiii chi ci sta???
Spacchiamooo!
- See more at: http://www.limanaumanita.com/shop/forum/strani-segni/terzo-post-definitivipronti-per-la-pubblicazione/#p10333
YOoO strAMBOIDIII!!
È un pezzo ke non passo di qua ma vedo ke di gente fuori ne arriva sempre più!
Ragazzi ho idea di farci un botto di soldi con 'sti poteri.
Mettiamo su un bel baraccone. Io mi faccio tirar roba addosso. Frecce, coltelli e mi faccio sparare, tanto rigenero!
WAaa!!!
Il piccoletto gli facciam fare la marionetta magica Ke si muove senza fili.
E poi alta magia!!!
Evochiamo leoni di fuoco, la vecchina fa i cucchiai in bicchieri. I telepati fanno numeri leggendo nella mente meglio del mentalista.
Gran finale!
Ammazziamo qualcuno e Lazzaro lo ressA.
DAiiii facciamo un pacco di soldiii!!!
E se non pagano mandiamo il convincitore e sborsano. O coi poteri devasto ke ne abbiamo a muzzo.
Però prima sopprimiamo Lucifero ke se ci blocca i poteri finisce in merdA TUTTO.
Dai stramboidiii chi ci sta???
Spacchiamooo!
- See more at: http://www.limanaumanita.com/shop/forum/strani-segni/terzo-post-definitivipronti-per-la-pubblicazione/#p10333

venerdì 10 gennaio 2014

Eccitazione e paura

Vedo che siamo davvero tanti ad essere marchiati.

Non so se la cosa sia da prendere come un bene o un male… o temere che alcuni tra quanti hanno scritto siano solo troll venuti a farsi beffe della nostra “situazione”.

E l’idea del fake è la più rassicurante, altrimenti mi verrebbe da temere che i poteri a certi individui han davvero fatto male visti i toni che usano.

Tornando a noi, dal sorgere del mio potere ho fatto un po' di esperimenti. Giusto per essere certo di non aver preso un abbaglio.

Avevo ipotizzato, dopo l’illuminante visione di una puntata dell’ Eredità (non chiedetemi perché seguo quel programma), che la mia fosse una forma particolare di sensibilità alla Silvoterapia.

Purtroppo, o meglio per fortuna, le piante non solo mi danno “energia e benessere”, mi curano proprio le ferite.

Ho passato quindi gli ultimi giorni in modalità “emo”.

Mi sono provocato tagli via via più profondi ed estesi. Ovviamente il dolore è forte ma basta il contatto con un vegetale vivente e la guarigione è pressoché istantanea. Tenendomi appoggiato a un grosso albero viene meno anche lo spiacevole avvizzimento che si ha applicando foglie o fiori recisi.

Sono euforico.

O meglio ero euforico fino a ieri sera.

Mi trovavo a Rimini per l’ennesima ronda di consegna – curriculum. Gli ultimi “le faremo sapere” erano un po' più duri del solito da digerire e mi son fermato a girovagare nel primo parco che ho incontrato.

“Non si sa mai. Magari oltre alle ferite esteriori 'sti alberi mi curano pure quelle interiori”.

Sfiga o fortuna, chi ti vado a incontrare nel parco? Quel simpaticone del mio ex socio, grazie al quale ora sono senza lavoro e con un mare di debiti.

Faceva jogging allegro e spensierato, lo stronzo.

“Che ti pigliasse un colpo pezzo di…” non ho finito di pensarlo che uno dei rami del cedro sotto cui stava correndo si è fiondato su di lui facendolo stramazzare a terra.

Il ramo non era caduto, né soffiava il vento.

Si era proprio mosso come fosse un arto. Avete presente il Platano picchiatore di potteriana memoria?
Sono corso dove giaceva il corpo esanime per essere sicuro di non aver avuto un abbaglio.

L’albero era immobile, tutti i rami fermi e in posizione “normale” compreso quello incriminato. Non un refolo d’aria. E poi le fronde erano troppo massicce per essere mosse così drasticamente anche da un soffio di bora.

 L’uomo era steso, privo di coscienza, con un brutto taglio alla base del cranio.

D’istinto ho toccato entrambi.

Ferita sanata al secondo, due rami leggermente defogliati al primo.

Sono fuggito senza aspettare che il mio vecchio socio rinvenisse e sono corso a casa.

Durante il tragitto i pensieri più disparati vorticavano freneticamente.

“E ora che faccio? Mi compro una tutina aderente dai colori sgargianti e faccio il supereore marvel-style?”

“E se mi ha visto qualcuno?”

“ E se mi pigliano per usarmi come cavia?”

“Da dove vengono questi assurdi poteri?”



Cavolo non se lo chiede nessuno di voi da dove ci vengono? Perché proprio a noi?



Ho passato tutta la sera a guardarmi il segno. Scuro in viso e totalmente assente.
Quella santa donna di mia moglie invece di inveire ha capito che qualcosa non andava. Ha messo a letto il piccolo e mi si è avvicinata.

«Dai smetti di guardarlo. Ho capito che volevi tatuarti le mie iniziali ma è venuto male. Ti perdono.»

Accennai un sorriso, poi un tuffo al cuore.

“S S”

Mi sono fiondato su internet… ed ecco, tra le tante, cosa ho trovato:

esperimenti nazisti

Si lo so. Il link non è dei più “autorevoli”. È giusto per mettervi la pulce nell’orecchio.

Io credo continuerò a studiare i limiti dei miei poteri. Ma vedrò di farlo il più discretamente possibile. Inizio ad avere paura.

“E se lo ammazzavo a quello la?”

Eccitazione e paura.

martedì 24 dicembre 2013

Foglie miracolose?


Finalmente.
Questo ho pensato quando ho trovato il tuo blog.
Son diversi giorni che mi spacco la testa per trovare una risposta a quanto mi è successo. Finora ho girato a vuoto ma a quanto vedo da quel che hai scritto tu e altri dovrei essere arrivato nel posto giusto per iniziare a capirci qualcosa.
Cos’era, venerdì? Sì neanche una settimana fa. Ero in giardino col mio piccoletto.
«Papà, andiamo a fare le palle della neve?» E così siamo usciti. Non che ve ne fosse tanta, ma non me la sentivo di contrariarlo. Dopo tutto, solo perché io sono incazzato col mondo, non vuol dire che debba negare un poco di gioia al mio cucciolo.
«Comincia io!», urla mentre una polpetta di fango e ghiaccio impatta sui miei pantaloni. Sorrido.
«Poi lo dici tu a mamma come ci siamo sporcati vero?», gli rispondo mentre cerco di comporre una sfera soffice e grande quanto una boccia da bowling.
«T’è vist ac ciel nir? L’ariva la fin de mond!» Il mio vicino di casa -qualcosa a metà strada tra Arrigo Sacchi e il commissario Basettoni- si sporge dalla rete di recinzione indicando il cielo minaccioso. Guardo le nubi, nere da far spavento, e i primi fiocchi che calano ondeggiando verso terra.
«Magari!» rispondo al vecchio. “Magari davvero” penso: disoccupato e pieno di debiti. Se i Maya avessero sbagliato di un anno non mi dispiacerebbe. I miei problemi sarebbero finalmente risolti.
«Pupo, rientriamo che nevica!»
Mio figlio mi guarda sconsolato.
«Ancora una!», grida mentre nuovo fango si schianta sulla mia felpa.
«L’ultimo e andiamo!»
E mentre raccolgo la mia mega palla accade il fattaccio che mi turba da una settimana.
Un ramoscello appuntito, o forse una scheggia del pavimento del patio, mi apre il palmo della mano sinistra per tutta la lunghezza. Non è profondo ma inizia a pisciar sangue con piacere.
«Papà ti sei taiato?»
Mio figlio è molto sensibile alla vista del sangue, come suo nonno. Per scherzare raccolgo una foglia da terra. È ancora verde, deve averla staccata dalla siepe il maltempo del giorno prima.
«Non è nulla vedi? Papà ci mette un cerotto e guarisce subito!»
Mio figlio ride.
«Non è un cerotto. Socco!» e si avvicina curioso «Tolgolo che ci bacio e passa tutto!»
Sorrido e vado per togliere la foglia. Me la ricordavo più verde. Ora è secca e raggrinzita di un marrone ruggine.Titubante la tolgo sperando che il flusso di sangue si sia fermato e non impressioni troppo il mio bimbo.
Mi prenderete per pazzo e per un pallista ma il taglio non c’era più!
«Visto pupo? Guarito!» dico a mio figlio cercando di mascherare il mio sbigottimento. Né ferita né bruciore. Tutto svanito e la foglia mi si è sbriciolata tra le dita.
Ho fatto qualche ricerca on line ma niente. Nessuna spiegazione per queste improvvise guarigioni, a meno che non scantoni in D&D o in Wolverine e compagnia bella!
Che cavolo c'entra tutta la mia storia col tuo blog? Niente, a parte due coincidenze. Tutti avete notato delle “stramberie” che vi son successe in questi giorni.
Ma è soprattutto il nome del tuo blog e l’intervento di [Perspicua] che mi hanno fatto fermare qui. La mattina dopo il fattaccio ho trovato uno strano segno sulla mano “incriminata”. A me sembra una sorta di rombo con dei corti segmenti che partono dai vertici superiore ed inferiore. E' irregolare, leggermente in rilievo, come fosse una cicatrice. Ma il taglio che mi ero fatto la sera prima era lineare… ed era sparito, ne sono sicuro.
'Sto segno invece è una settimana che sta li. Però non prude. A volte mi sembra si ingrossi, ma mia moglie dice che mi sto facendo prendere dall’ansia e che dovrei  farmi vedere da un dermatologo. Ovviamente non sa nulla del retroscena. Ci manca solo che mi pigli per pazzo. Dopo che ho perso il lavoro, se perdo pure la famiglia sono finito!
[Perspicua] tu l’hai fatto controllare alla fine? Che ti hanno detto?